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Sistemi tecnici al servizio degli anziani – aiutare le persone della terza età a stare al passo coi tempi

Contribution de Rhea Braunwalder

Publié le 16.08.2020


La nostra quotidianità è sempre più pervasa da tecnologie e servizi digitali. La constatazione vale allo stesso modo per tutte le fasce della popolazione, dai ragazzi che chiaramente crescono con queste tecnologie, alle persone più anziane e che si sono trovate confrontate con la digitalizzazione solo nel corso della vita. Nel processo di digitalizzazione è dunque importante aiutare in modo mirato le persone della terza età a stare al passo coi tempi, affinché non rimangano escluse da questo sviluppo. 

I nuovi prodotti e servizi digitali possono sostenere gli anziani nella vita di tutti i giorni, consentendo loro di restare a vivere a casa più a lungo e nel modo più indipendente possibile. Al contempo, la digitalizzazione comporta però anche delle sfide per le persone della terza età. Se queste non utilizzano i nuovi strumenti digitali per mancanza di conoscenze in materia, rischiano di venire discriminate ed escluse dalla società. Occorre pertanto dar prova di sensibilità in particolare nell'introduzione di nuove soluzioni digitali e tecnologie di assistenza. Quali sono le reali esigenze degli anziani? Gli strumenti digitali vengono usati e, se sì, sono accettati? 

In una società mobile e globalizzata i membri della famiglia vivono più lontani tra loro, fatto che rende più complesso fornire cura o assistenza in modo informale. È quindi particolarmente importante sviluppare soluzioni accettate per sostenere e accompagnare le persone della terza età. Con il «LivingLab 65+» puntiamo su una rete di economie domestiche private e istituti in cui gli anziani possano testare e valutare innovazioni tecniche nei loro contesti abitativi usuali. I test vengono effettuati in situazioni reali per un periodo da 3 a 6 mesi e le innovazioni possono così essere adeguate, migliorate e sviluppate ulteriormente in funzione delle esigenze concrete delle persone. Le innovazioni tecniche già testate nell'ambito del Living Lab 65+ sono ad esempio i sensori di caduta, i sensori per la parte superiore del braccio che misurano i parametri vitali o la foca-robot terapeutica PARO.

Se in futuro i robot saranno impiegati maggiormente nell'ambito dei servizi e delle cure agli anziani, dobbiamo anche comprendere come questi ultimi percepiscono emozionalmente tale uso. Con i "social robot", ossia i robot da compagnia come la foca PARO o l'umanoide NAO, esaminiamo come fattori quali l'aspetto, la voce e il movimento dei robot influiscono sulla percezione umana. 

Che si tratti dell'accettazione della tecnica, della facilità d'uso o degli effetti dell'uso di servizi digitali sull'esistenza e sulla qualità di vita degli anziani, questa fascia della popolazione rimane al centro delle nostre ricerche e degli sforzi della rete d'innovazione «Invecchiare nella società» (AGE-NT) gestita dal nostro centro di competenza. Il nostro obiettivo è elaborare soluzioni a lungo termine, che vadano a favore della popolazione e aiutino ad affrontare concretamente le opportunità e le sfide della digitalizzazione.
 


Contribution de

Rhea Braunwalder
Rhea Braunwalder

Project Coordinator, «Interdisziplinäre Kompetenzzentrum Alter», centro di competenza interdisciplinare sulla terza età della Fachhochschule (Scuola u